Storia e Territorio dell'Osmannoro
Dai confini incerti, l'Osmannoro si estende come un triangolo ad Ovest della città di Firenze, fra Peretola, Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio.
L'origine del nome deriva con tutta probabilità dal termine etrusco "Osmen" (che a sua volta ha radici accadiche) dal significato di "argine, terrapieno", e dal termine "nor" (anche in questo caso dalla radice accadica "naru") dal significato di "fiume".
Si tratta in effetti di un territorio di origine paludosa, che fu sempre soggetto ad inondazioni dell'Arno ed al ristagno delle acque piovane. Fin da tempi remoti si erano individuate le cause delle perenni inondazioni nella strettoia della Gonfolina.
Le acque di straripamento, che spesso costituivano dei veri e propri fiumi paralleli, venivano in antico detti bisarni e di questi è incerta ancor'oggi la toponomastica della vallata dell'Arno.
A Nord dell'Autostrada si erge, isolato e misterioso, un vecchio casolare dalla sagoma possente, solido ed informe come un macigno.
Fra il verde dei campi ed il grigiore dei capannoni, i chiari dei laghetti artificiali si aprono come macchie azzurre orlate ai bordi da argini di terra battuta e fitti canneti.
I laghetti dell'Osmannoro sono certamente degli ecosistemi di grande interesse, sia perchè facilmente osservabili, sia per la varietà della vita che vi si svolge.
Ai margini dell'acqua, dove più densa è la vegetazione, si trova la massima abbondanza e varietà di vita.
Quello che oggi vediamo è diverso da quello che ogni amante della natura desidererebbe vedere e nella situazione attuale un ripristino generalizzato è impensabile.