Comune di Sesto Fiorentino


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La vita dell'Osmannoro

L'antico casale di Focognano e il canneto
Dopo questa breve escursione lungo i confini dell'Osmannoro, addentriamoci al suo interno. Fra il verde dei campi ed il grigiore dei capannoni, i chiari dei laghetti artificiali si aprono come macchie azzurre orlate ai bordi da argini di terra battuta e fitti canneti.
E' intorno a questi specchi d'acqua, creati per la caccia agli uccelli acquatici, che si svolge granparte delle vicende, umane ed animali, della vita della piana.
E' lì, a ridosso di Monte Morello, che i branchi di uccelli migratori si fermeranno prima di affrontare l'imponente viaggio attraverso gli Appennini. Durante le migrazioni primaverili verso il Nord, infatti, i branchi scelgono sempre l'ultimo lago, il più vicino ai monti, per il loro ultimo, prezioso rifornimento.

La storia ed il futuro dell'Osmannoro ruotano intorno all'acqua: che sia troppa, o troppo poca, o troppo inquinata, sarà sempre e comunque l'acqua a decretare la vita o la morte della piana. Nel passato ci si è preoccupati di regimare le piene e limitare i danni delle inondazioni. Oggi il problema è invece quello della qualità dell'acqua e come sia possibile ricreare e sviluppare intorno ad essa un ambiente naturale che conservi almeno il ricordo di quello che fu il vasto padule di un tempo, continuando a svolgere lo stesso indispensabile ruolo ecologico.

L'importanza ecologica di questo luogo è enorme. L'Osmannoro infatti si trova in posizione strategica lungo le misteriose ma precise rotte migratorie. Specialmente durante il passo primaverile, gli uccelli provenienti dal sud e dalle isole effettuano qui l'ultima sosta prima del gran balzo attraverso gli Appennini. Questa è davvero l'ultima acqua fino alle paludi del delta padano e prima del grande volo i migratori sostano qui in cerca di cibo e di tranquillità.