Comune di Sesto Fiorentino


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Il Monte Morello

Immagine dell'itinerario del Monte Morello
Se si considera il fatto che le cose più importanti da vedere, come chiese, ville, parchi, si trovano nell'abitato del Comune, è molto facile parlare dei dintorni di Sesto: da una parte c'è Firenze e dall'altra Prato.
Ma uno dei luoghi che meritano un itinerario è sicuramente il "polmone verde" del Monte Morello. Il suo massiccio si distingue per un'orografia che già prelude ai rilievi appenninici.
E' in questo nucleo centrale, omogeneo per altitudine, natura geologica, ricchezza di corsi di acqua, che il paesaggio si fatipicamente e totalmente montano.
Qui le distese a pascolo si alternano a folte macchie arboree nella duplice forma dei cedui di querce e delle fustaie miste e di pino nero, cipresso e abete bianco, quest'ultime totalmente originate dai rimboschimenti effettuati su un areale di circa 500 ettari dal 1909 al 1970.
Nel secolo scorso Monte Morello si presentava come una massa calcarea brulla ed erosa, su cui i tagli si erano susseguiti con alterne vicende per oltre seicento anni.
Nei secoli successivi l'azione di disboscamento dei primi contrafforti appenninici venne intensificata al fine di realizzare ingenti masse legnose ( provenivano da Monte Morello i tronchi pregiati con cui furono realizzate le travature degli Uffizi), tanto che gli effetti negativi non tardarono a manifestarsi.
 
Pendio del Monte Morello
Del degrado di Monte Morello molti furono ad interessarsi: si tentò intorno al sedicesimo secolo la regimazione delle acque in canali di deflusso, mentre la Comunità di Sesto, Vaglia e Calenzano nei loro statuti confermavano la difesa degli alti pascoli.
I primi tentativi di intervento diretto risalgono però ai Lorena. Con l'editto leopoldino del 1784 si invitavano infatti i monaci eremitani di Montesenario, Vallombrosa e Camaldoli ad acquisire appezzamenti sulla montagna appenninica, alla condizione di rivestirli di selve e foreste, mentre ai primi del diciannovesimo secolo gli stessi granduchi acquistavano tutte le pendici meridionali di Monte Morello inglobandole in una vastissima bandita di caccia che andava dalle Cascine a Pratolino. Oggi accanto al Palazzo Comunale, c'è una statua all'onorevole Pescetti che, con aria ammonitrice, punta il dito verso Morello, fortunatamente tornato ai verdi fasti di un tempo.