
La settimana del sindaco
Impegni principali
· Lunedì alla biblioteca Ragionieri con una classe dell'Itcg Calamandrei per il Giorno della Memoria. Presentazione del libro sui partigiani di D. Guarino e C. Brilli "Ribelli", con la presenza di Leandro Agresti.
· Nel pomeriggio sono stato a festeggiare una brillante centenaria. Auguri Teresa!
· Martedì si è tenuta una seduta del Consiglio Comunale che ha approvato tra le altre cose una modifica al regolamento degli appalti.
· In tarda serata è cominciato a nevicare. Pare sia il fenomeno più drammatico che possa accadere ad una società moderna!
· Mercoledì mattina alle 6 con la Polizia Municipale a monitorare la situazione della viabilità e l'accessibilità alle scuole. La neve non è tanta ma il vento freddo la fa rapidamente ghiacciare. Alla fine della giornata saranno stati impiegati 7 spalaneve/spargisale e saranno state sparse circa 15 tonnellate di sale. Qualche disagio, nessun incidente. La vita continua.
· In mattinata ho incontrato i rappresentanti Cgil, Cisl e Uil della Rsu Ginori. chissà come mai ai Cobas non interessa il rapporto con le istituzioni?
· Giovedì pomeriggio in Provincia alle commissioni congiunte Comune-Provincia per ascoltare le oo.ss. di Ginori e cercare di capire qualcosa di più intorno alla crisi e alla divisione tra i lavoratori. Attriti personali e politici non aiutano certo l'azione unitaria di tutta la comunità.
· Venerdì riunione, in prefettura, del Comitato per l'ordine e la sicurezza per affrontare per l'ennesima volta il problema Luzzi.
· Domenica anniversario della strage del Collegino. Il vento gelido ha sconsigliato il tradizionale intervento pubblico del sindaco. Spero che le giovani vittime ci perdonino ma assicuro che sono sempre nei nostri pensieri.
· Le mie letture: “Cuore” di Edmondo De Amicis.
Raccontando agli amici della lettura di Cuore ho avuto reazioni contrastanti da “l’ho letto a 6 anni” a “ma chi te lo fa fare è un libro da bambini”. Molti avranno sicuramente letto o sentito leggere (usava tra i maestri e le maestre degli anni 60) alcuni dei racconti più famosi del cosiddetto “libri per ragazzi”, pochi si immaginano, invece, il fascino della lettura in età matura, diciamo, consapevole. Il libro è un potente inno all’ottimismo e alla speranza indotta dalla recente Unità d’Italia. È un paese felice dove non ci sono divisioni regionali (memorabile l’arrivo del ragazzo calabrese in classe esempio da citare tutte le volte che arriva un figlio d’immigrati nell’Italia di oggi) né divisioni di censo, perché la scuola è quell’istituzione che avrebbe dovuto unire e rendere eguali i diversi. Concetto ovviamente ottimistico e poco realizzato nei successivi 150 anni! Potrei dire che è un’anticipazione del bell’art. 3 della nostra Costituzione. La scuola viene descritta come il luogo della cultura e del sapere, del rispetto delle istituzioni, della conoscenza reciproca, della contaminazione culturale e di censo, è il luogo degli affetti giovanili più cari (al netto di quelli di madre e padre sempre posti in primo piano). I ragazzini interpretano pezzi di società, l’operaio, il bottegaio, l’impiegato statale, il piccolo borghese, l’eroe di guerra (le guerre risorgimentali erano sempre lì presenti), il sano ed il malato (o sfortunato). Le famiglie si prodigano per non far pesare le differenze sociali in uno spirito di fratellanza totale e sono le protagoniste assolute delle relazioni sociali. Ci sono pagine memorabili, come quelle su Garibaldi, il famoso racconto dagli Appennini alle Ande, le diverse premiazioni da parte delle istituzioni (il sindaco e gli assessori sempre presenti), le difficoltà economiche della famiglia del protagonista e altre ancora. Non è un caso che il libri si intitoli “Cuore”. È pieno di buoni sentimenti che saranno presto cancellati e che faranno ricredere anche De Amicis sul ruolo della Monarchia e la struttura sociale del neonato Stato, dalle repressioni umbertine alle enormi differenze tra nord e sud, da una profonda frattura di classe (la lettura dell’ultimo De Amicis de il “Primo Maggio” spiega molte di queste cose) fino alle corruttele e agli scandali degli inizi del 900. È un libro bello, che spiega il sentimento post risorgimentale e la fiducia di chi ci aveva creduto per poi amaramente risvegliarsi. Nelle forzature evidenti, narrative, storiche e sociali si trovano però molti dei caratteri degli italiani che se avessero avuto un Stato migliore ma anche un po’ più di fiducia in loro stessi avrebbero potuto osare di più.
Altri impegni
· Anche questa settimana sono proseguiti gli incontri con cittadini presso il mio ufficio.
· Riunioni e incontri vari: il consigliere del Pd Mattei; il capogruppo del Pd Surace; l'assessore Conti; il presidente dell’azienda delle farmacie Vignoli; il dott. Mencaglia di Villa Ragionieri; la presidente di Sestoidee Farese; il coordinatore della Camera del Lavoro Bianchi; la capogruppo UdC Giovannini.
· Martedì lunga intervista al Nuovo Corriere di Firenze.
· Giovedì consegna del nuovo mezzo per il trasporto sociale all'Associazione Comunale Anziani.
· Venerdì incontro con l'avv. Zucchermaglio e l'arch. Bianchi per il piano delle alienazioni.